Scompare il Sistri ed entra in vigore il decreto sui reati ambientali D.Lgs. 121/2011
Mentre la manovra finanziaria abroga il sistema di tracciamento digitale dei rifiuti Sistri, entra in vigore il decreto legislativo che introduce nuove fattispecie di reato ambientale. A dieci anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo 231 con il decreto legislativo recante il recepimento della direttiva in tema di tutela penale dell’ambiente, l’Italia si è adeguata alla legislazione comunitaria.
Il nuovo decreto, d.lgs. 121/2011 che attua delle direttive 2009/123/Ce e 2005/35/Ce, che modifica il decreto del 2001 sulla responsabilità delle persone giuridiche estende a queste ultime la responsabilità per una serie di reati contro l’ambiente – previsti dal Testo Unico Ambientale
Già 10 anni fa e per la prima volta, il decreto 231 ha introdotto nel nostro ordinamento il principio della responsabilità dell’impresa per i reati commessi da propri dipendenti – sempre che ne avesse tratto vantaggio o ne avesse un interesse. Da prima tale responsabilità è stata circoscritta agli illeciti commessi nei rapporti tra le aziende e l’amministrazione pubblica, poi è stata estesa gradualmente ai reati societari, a quelli finanziari, alla sicurezza del lavoro fino ai reati ambientali.
Per i reati addebitabili alle persone giuridiche il modello di riferimento è stato quello dei reati societari, l’unico che ammette la responsabilità con specifico riferimento alle contravvenzioni.
Resta fisso il sistema sanzionatorio articolato in misure pecuniarie per quote, in maniera tale da lasciare un maggiore margine di manovra all’autorità giudiziaria nel modellare la “pena” sulla reale gravità della condotta.
Però, con la manovra correttiva si perde un po’ di valore e un po’ di significato dell’entrata in vigore delle sanzioni amministrative per i reati ambientali dato che il Sistri viene abrogato tout court (con i commi c) e d) dell’articolo 6 del decreto 12 agosto 2011). E cade tutta l’impalcatura del progetto di digitalizzazione del comparto rifiuti perché non entrerà in vigore il calendario di ingresso progressivo nel Sistri per oltre 300mila imprese di ogni tipologia. E si torna alle vecchie procedure cartacee (peraltro ancora in vigore nel regime transitorio), ai registri di carico e scarico e agli altri moduli di dichiarazione.
E comunque – Sistri o non Sistri – si mantiene un quadro generale normativo ambientale complesso e confuso. Il quadro legislativo ambientale è poderoso, difficile da leggere e da interpretare che presenta stratificazioni e continui rimandi ad altre leggi. Un insieme di leggi che per la maggior parte dei casi è la “traduzione” di direttive comunitarie.
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Il Decreto, entrato in vigore il 13 agosto 2011, deve essere convertito in legge entro 60 giorni. Ricordiamo quindi che queste disposizioni, come ogni altra disposizione del nuovo provvedimento, potrebbero essere modificate dal Parlamento.


